La mia sindrome del ciclista

La mia sindrome del ciclista

Che significa per me girarmi ad ogni ciclista che incontro per strada. Uomo, ovviamente e innamorarmi. Mi si è riaperto un mondo. Olè!

Vengo da Milano e li è facile spostarsi in biga (o meglio, più facile spostarsi, mi fa notare la Ste, perché rotaie e pavè sono sempre in agguato) e quindi incontrare uomini a pedali. Lassù è tutto in piano e Milano è un buco. Ecco perché ogni milanese che si rispetti custodisce un mezzo a due ruote ecologico, sono belli e affascinanti anche loro in abito da lavoro (guardate qui che ridere ). Ma io vivo qui e ultimamente ho proprio un debole per il ciclista romano.

Perché è un po’ più sgangherato, ma non sempre, perchè è un uomo in movimento, perché secondo me mentre pedala si sta godendo Roma e la sta amando e questa città ne ha tanto bisogno,  perché lui sorride e a volte ti sorride, perché è un po’ più coraggioso, perché ha fatto per me, una scelta di qualità, in una città che troppo spesso è una giungla. Condizione alla quale forse ci siamo abituati. Ma io la vedo una Roma, più popolata da ciclisti e pure fighi. E nel frattempo mi vanto dei MIEI amici di ciclisti fighi, che non sono pochi.

E mi viene voglia di fare le foto di tutti voi uomini a pedali, perchè per me siete proprio belli e mi sa proprio che lo farò.

Mec

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