Capodanno in bici pericolosa tentazione

Capodanno in bici pericolosa tentazione

La notte dell’ultimo giorno dell’anno non è storicamente la mia notte fortunata, ho accumulato un tale numero di episodi bizzarri nel passato che ogni anno mi pongo con disincanto e insofferenza nel tentativo di organizzare qualcosa che non si riveli un pericoloso boomerang. Quest’anno poi sentivo che alcuni recenti eventi personali avrebbero influenzato in maniera particolarmente negativa il mio umore ma, durante una cena con Benedetta, ecco spuntare all’orizzonte una proposta semplice ma entusiasmante: farlo in bici! Nei giorni antecedenti l’idea mi aveva già sfiorato dopo aver ricevuto l’invio degli amici della Ciclofficina centrale ma non avevo ancora deciso cosa fare. Finalmente durante un’altra serata con Benedetta ritrovo Matteo ed Eva, due amici appasionati di bici, che avevano già in mente di festeggiare pedalando e decido di unirmi a loro nel mio primo #capodannoinbici.

Ci siamo incontrati sul Ponte delle Musica, “tappeto urbano” dove, complice la sua natura pedonale, molte persone si erano radunate per festeggiare. Facciamo un brindisi, una fetta di pandoro, guardiamo gli ostentati fuochi d’artifico di un vicino ristorante e poi via… partiamo per la nostra pedalata. Iniziamo sul Lungotevere ma appare subito evidente che la serata è particolare e che la normale pericolosità degli automobilisti alla guida è incrementata dall’euforia e dal tasso alcolico per questo decidiamo di scendere sulla pista ciclabile lungo il Tevere. Quella che doveva essere una via sicura si rivela presto insidiosa, l’umidità della serata aveva reso scivoloso alcuni tratti sporchi del fango delle recenti piene del fiume, ma nulla in confronto al tappeto di frammenti di vetro e botti che avremmo trovato avvicinandoci al centro. Piccolo momento di panico personale quando intravedo un tipo che da sopra a un ponte ci nota e corre verso di noi con una bottiglia in mano, io penso che il tizio stia per lanciare la bottiglia verso di noi e accellero per cercare riparo sotto il ponte, Eva pensa che ci stia per fare la doccia e si ferma improvvisamente, piccolo tamponamento fra amici e doccia collettiva da parte del burlone. Saliamo al livello stradale in prossimità di Trastevere notando anche una siringa abbandontata e Matteo si accorge di aver forato, ci fermiamo al Caffè della Scala a scaldarci, bere una cosa e soprattutto riparare la camera d’aria. Matteo prende il kit per la riparazione e scopre che il tubetto della colla per le toppe, apparentemente pieno, era completamente secco, per fortuna avevo le mie toppe pre incollate e dopo aver estratto il grosso frammento di vetro riusciamo nella riparazione. Dopo l’esperienza sulla pista ciclabile decidiamo di rientrare scegliendo strade poco trafficate e dopo poco ci salutiamo, Matteo ed Eva decidono di tornare a casa, io di andare a trovare Luca, Valeria e Nicola al Circolo Ricreativo Caracciolo. Ancora belle chiacchere con amici nell’atmosfera magica di quel posto, un paio di cocktail e poi di nuovo in sella per tornare a casa. Questo il momento più difficile, il freddo e qualche bicchiere di troppo rendono faticoso il rientro a casa che concludo arrendendomi all’impossibilità di pedalare sulla salita finale.

Il bilancio di questo primo capodanno in bici è assolutamente positivo, nonostante qualche disagio e qualche piccolo pericolo l’atmosfera che si è creata con le persone con cui l’ho condiviso è stata veramente bella e ha interrotto una lunga serie di capodanni da dimenticare.

Vi auguro a tutti un meraviglioso 2013 a pedali su strade frequentate da automobilisti prudenti e piste ciclabili percorribili.

Andiamo Bene!

P.s. Anche Drughino Yari era in giro in bicicletta ieri sera e ci segnala nel suo articolo il fenomeno degli ” sprovveduti del Capodanno” .

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