Analisi comparata della mobilita' tra Svizzera e Afghanistan e le prospettive per Roma

Analisi comparata della mobilita’ tra Svizzera e Afghanistan e le prospettive per Roma

di Lodovico Mariani

Questo video fa sempre un certo effetto, la prima volta lo ho visto agli stati generali della bicicletta a Reggio Emilia  a Ottobre; siamo a Berna, Svizzera, automobili, pedoni, biciclette e trasporto pubblico, tutti usufruiscono della strada senza pericoli per gli utenti leggeri, nessuno si fa male, e tutti si spostano nella città secondo le proprie esigenze, ad un certo punto passa anche un camion dei pompieri con le sirene! Lo trovo un bellissimo esempio di come si dovrebbe vivere la mobilità in una città.

E certo mi si dirà, qui siamo in Svizzera, la patria delle regole, dove se butti una carta per terra ti arrestano etc etc, troppo facile!

Cambiamo scenario allora, andiamo a Kabul, Afghanistan, luogo non certo rinomato per il ferreo rispetto delle regole:

‘Mr Esham, I told you many times not to go so fast, IT IS DANGEROUS!’

Mi ritrovo a dire questa frase al mio collega, che sta guidando nel traffico caotico di Kabul; d’istinto butto l’occhio sul tachimetro per vedere quale pazzesca velocità abbiamo raggiunto, e leggo: 40 si dico quaranta chilometri all’ora!

Allora comincio a fare più attenzione, il traffico è caotico, non esiste una regola che è una, le rotonde sono prese in tutti i sensi possibili, in strade a due corsie ti trovi macchine che ti vengono incontro perché dall’altra parte , pedoni e biciclette che spuntano da tutte le parti anche in strade a due corsie, insomma la strada è di tutti, e tutti vanno piano, e come risultato gli incidenti sono dei tamponamenti a velocità ridotta, con grandi scene teatrali ma con poche conseguenze sui corpi delle persone. Il pericolo più grande è costituito dai veicoli di polizia e simili che percorrono a volte ad alta velocità le strade della città, al riguardo a fine Gennaio il ministero degli interni ha mandato una nota specifica alle autorità di polizia – ricordate sempre che siamo in Afghanistan, qualcuno sa se da parte delle autorità italiane qualcuno abbia mai scritto una nota ai vigili o alla polizia di una qualche città che non si comporti secondo protocollo ?!

Allora ho cominciato a comparare i fattori che accomunano la mobilità a Kabul e a Berna:
– Velocità ridotta delle automobili: in entrambi i casi questa è la chiave di volta, riducendo la velocità si riduce la fatalità degli incidenti
– Forte presenza di diversi utenti della strada: anche questo è fondamentale, se non ti aspetti il pedone che tira un carretto con le banane in mezzo a una strada a due corsie se per caso capita lo incoccerai di sicuro, se ce ne sono TANTI allora il discorso cambia, la presenza si impone e fa diventare una categoria parte del gioco: scendiamo in strada, riprendiamoci le nostre città!, camminiamole, pedaliamole!

Conformazione di TUTTA la struttura viaria perché ciò succeda.

Non si tratta di avere pezzi della città in cui ‘segregare’ i cittadini, la città è una e gli spazi vanno condivisi: a Kabul la cosa non è organizzata, e dipende sia dalla pessima manutenzione ma anche dai rallentatraffico fai da te – se davanti a casa mia passano troppo veloce o scavo una buca o faccio un dosso di cemento per rallentare … mmm potremmo cominciare a pensarci … -, mentre in Svizzera c’è stata una municipalità che ha progettato la strada in quel modo, ma qui ci interessa capire cosa funziona, non chi lo ha fatto, FUNZIONA in entrambi i casi

E tutto questo che c’entra con Roma, beh a me pare molto, vivo a Roma da qualche anno, con viaggi frequenti ma ormai posso dirmi ‘romano’ acquisito; da buon lombardo nato a Legnano la bicicletta è sempre stato per me naturale mezzo di spostamento, quindi ho cominciato ad usarla, scoprendo una città molto feroce, difficilmente vivibile e pericolosa, stessa cosa si dica per gli spostamenti con passeggino o con i mezzi pubblici.

Roma ha bisogno di questi discorsi, ha bisogno di rimettersi in moto; di tutto questo si parlerà venerdì pomeriggio al convegno ‘MuovitiRoma’, evento che nasce da un’esigenza collettiva: abbandonare l’attuale modello di mobilità per riprogettare le nostre città rimettendo al centro le persone e l’ambiente.
Costruito da chi, spinto solo da un interesse generale, da anni porta avanti campagne culturali, sociali e politiche di trasformazione delle nostre città e di difesa del servizio pubblico.
Interverranno tecnici ed esperti, lavoratori in lotta ed esponenti di movimenti sociali e politici di difesa dei territori.

Questo non è un convegno a sé stante, è parte di un percorso che abbiamo intrapreso, per cambiare la mobilità della nostra città, è un momento importante di confronto per fare sintesi, e siamo sicuri che darà ulteriore spinta alle idee che portiamo avanti: riprenderci la nostra città! Venite, come detto dobbiamo fare massa critica!

Lodovico Mariani

Qui sotto tute le info
MuovitiRoma – convegno sulla mobilità organizzato dal CSOA La Strada in collaborazione con la campagna #salvaiciclisti
QUANDO: Venerdì 8 febbraio 2013 ore 16
DOVE: Casa del Municipio – Urban Center RM XI via Niccolò Odero 13
Evento FB
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