VIB/3 Londra: bici are forever

VIB/3 Londra: bici are forever

Mi hanno rubato la bici. Non era una bici di razza, aveva una scritta screpolata sul cannone color verde metallizzato – Broadway – e certo non era uno spettacolo, ma io gli volevo bene. Sono venuti di notte, hanno aperto il cancelletto del mio cortile, hanno tagliato la catena e così hanno tranciato il cordone che la teneva attaccata alla mia esistenza. E’ la terza volta che mi succede a Londra. Da queste parti sono ossessionati dalle due ruote.

Me n’ero reso conto l’estate scorsa, durante l’Olimpiade. Non ho mai visto tanta gente in fila per i biglietti delle gare di ciclismo. E poi, sotto il diluvio durante la prova su strada, non riuscivo a credere ai miei occhi: a dispetto del gelo, ci saranno state un milione di persone in giro per la capitale a fare il tifo per i ciclisti di casa. Straordinario. Mi sono chiesto: ma poi tutta questa gente va davvero in bicicletta? Ci sono davvero così tante bici in questa città?
Evidentemente no, sennò mica verrebbero di notte a rubare la mia.
Così di sabato faccio un giro al mercato di Portobello dove un tizio che ha tutta l’aria di avere parecchie ore di sonno arretrate (che sia uno di quelli che di notte…), mi mostra una galleria di bici cosiddette pre-owned. Ovvero che qualcuno possedeva prima di lui, un modo gentile per dire che sono “usate”, senza dare tante spiegazioni sul dove le ha reperite. Alcune sono anche belle e moderne. Altre aspettano la loro fine, sognando qualcuno con la passione del vintage che le appenda magari in garage come decorazione. Io ne adocchio una e se quella adocchia me, l’amore è garantito.
Poi ci vogliono due secondi, il tempo di spingere piano sui pedali, per sentirsi di nuovo un drago. Su e giù per le collinette londinesi (il primo che mi dice che Londra è in pianura gli taglio la strada…), attraversando quartieri e fusi orari (si passa dai Caraibi all’Estremo Oriente in pochi isolati) in quello che resta il modo migliore per spostarsi e vivere allo stesso tempo.
Il sindaco, Boris Johnson, lo sa bene: ha appena varato un progetto di piste ciclabili che trasformerà Londra nella città al mondo più bicycle friendly che ci sia. 900 milioni di sterline per mettere i sudditi della Regina sulle due ruote. Che poi vuol dire ridurre l’obesità. E i problemi di traffico. E il livello d’inquinamento.
I ladri di bici? Beh, lo spero.

 

 

 

 

Riccardo Romani- giornalista e scrittore autore di “Le cose brutte non esistono” (66thand2nd). twitter @riccardinouk

 

 

 

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