VIB/4 Una Very Important Biker?! Io…Biker, sì, Very Important non so…

VIB/4 Una Very Important Biker?! Io…Biker, sì, Very Important non so…

Se dicessi una cosa del genere a Cambridge dove ho fatto il dottorato quasi 15 anni fa (ci sono tornata in questi giorni per lavoro…vedi foto) o ai miei collegi in Olanda, mi riderebbero in faccia… ma anche a Milano, dove andare in bici, non è da snob o incoscenti, o a Londra, è abbastanza normale

Forse viene anche da questo la mia passione per la bici, dall’aver vissuto in città dove la bici non è qualcosa da tirar fuori nelle domeniche ecologiche per fare la gitarella con la famiglia, ma un importante, se non indispensabile ed efficiente mezzo di trasporto, e anche economico, perché no.

Ma facciamo un passo indietro.

La mia passione per la bici ce l’ho dai tempi dell’università quando la usavo per girare per Roma, anche quando vivevo a 10 km dalla Facoltà di Psicologia. Ma era economica e mi permetteva di muovermi veloce. Poi ho avuto qualche anno di sbandamento, e mi sono motorizzata; nessuno è perfetto e per qualche anno ho fatto questo errore. Era una necessità, pensavo, dovendo percorrere molti chilometri nella enorme Roma. Perché errore? Perché ho rimediato 4 incidenti, di cui due per colpa altrui, il resto scivolata su macchie d’olio e buche assurde disseminate per Roma.. esito totale: malleoli dx e sinistro rotti, infrazione al femore sinistro, tarso e metatarso del piede rotti.

Insomma, ho detto basta, troppi rischi, troppa distrazione, forse anche mia, troppo veloce…

Ma dopo qualche anno di macchina sono ormai diventata una bike dipendente soprattutto da quando 5 anni e mezzo fa mi sono trasferita a Trastevere. La macchina la lascio quasi sempre parcheggiata e uso la bici per andare alla stazione a prendere il treno per Caserta dove lavoro, per andare al Centro Antiviolenza a monte verde, all’ Associazione Differenza Donna sulla Flaminia, per andare in tribunale, all’ Università  insomma 1 km, 10 km, sole, pioggia, caldo, freddo nessuna differenza, di mattina, di sera, per andare al lavoro, a teatro, allo stadio (a vedere la mia Inter, quindi raramente a Roma) o per andare a fare la spesa.

Mi vesto spesso con la gonna e con i tacchi (i miei amati tacchi…sempre almento 8 o 10 cm) e non è certo l’andare in bici che mi fa desistere…perché?

Allora, i vantaggi:
1)      Mi fa risparmiare tempo: so esattamente quanto ci metto ad arrivare da qualche parte
2)      Posso girare in Centro senza problemi
3)      Non ho il problema del parcheggio e del tempo ad esso associato per trovarlo
4)      Non ha costi, se non quelli della gestione del mezzo
5)      Consumo calorie e quindi non ho problemi di linea
6)      Mi tengo in costante movimento
7)      Ti rende più simpatica perché sorridi di più (provare per credere)
8)      Scopri parti della città altrimenti inesplorate

Gli svantaggi ci sono, sono enormi, se ci penso:
1)      La mancanza di vere piste ciclabili:  le macchine a Roma non sopportano le bici, o meglio non le vedono. Le considerano un lusso di qualche esaltato alternativo, e ti guardano un po’ con commiserazione un po’ con curiosità
2)      Lo smog. Quando vai in bici poi respiri più profondamente e lo schifo te lo respiri…certo ci sono le mascherine
3)      Il rischio di farsi male se ti accoppano…
4)      Le salite dei colli romani
5)      Quando è estate sudi e magari arrivi al lavoro un po’ …accaldata
6)      Quando piove ti bagni
7)      Mancano a Roma negozi per riparare o per accessori per le bici, quelli che ci sono, sono distanti e non comodissimi e spesso pienissimi di lavoro
8)      Se hai una valigia, non puoi usarla

Alcuni di questi svantaggi riesci a gestirli e comunque sono soppesati molto dai vantaggi. Quindi? Dipende da cosa è importante per ognuno di noi, che bici hai e dove abiti. Io la mia scelta l’ho fatta e ne sono felicissima.

Un aneddoto ve lo racconto. Stavo andando in bici con le mie bellissime decolté di Padovan, e cercando di buttarmi sulla destra dopo un incrocio, ho perso la scarpa. Eccola lì in mezzo alla strada, io senza la scarpa, con la bici e con la sola preoccupazione che mi investissero la scarpetta non certo me. Ho appoggiato la bici al marciapiede e saltellando sono andata in mezzo alla strada a recuperare la scarpetta di cenerentola..destando la simpatia di qualche automobilista, e l’antipatia di quelli che invece non sopportano aspettare…

Ah, come antifurto, quando lascio la bici alla stazione, tolgo il sellino…si sa mai J
Anna Costanza Baldry

Nasce a Londra oltre 40 anni fa, trapiantata a Milano, ci vive fino ai suoi 11 anni, poi Firenze, e poi Roma. Da lì si è spostata un po’ in varie parti dell’estero.
Da 10 anni lavora come professore associato alla Seconda Università degli Studi di Napoli, sede di Caserta (anche se a Caserta ci va in treno, non in bici, ma alla stazione sì!).

Insegna alla Lumsa di Roma, è giudice onorario al Tribunale di Sorveglianza, fa parte da 20 anni dell’Associazione Differenza Donna, associazione di donne contro la violenza alle donne, che gestisce i centri antiviolenza della Provincia e del Comune di Roma, ove è responsabile degli Sportelli antistalking.

Insegna anche alla Cattolica di Milano ove è anche responsabile scientifico del progetto ‘Open Eyes’ per la prevenzione del cyberbullsimo fra i ragazzi, progetto all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata.

La sua passione sono i cavalli, nuotare e andare sui roller, oltre che andare in bici, ovviamente..

Volete saperne di più?

www.sara-cesvis.org

www.differenzadonna.it

www.openeyes.it

www.tabby.eu

blog: http://27esimaora.corriere.it/author/anna-costanza-baldry/

 

Condividi che Andiamo Bene