'I don't ride a bike to add days to my life, I ride a bike to add life to my days'.

‘I don’t ride a bike to add days to my life, I ride a bike to add life to my days’.

di Lodovico Mariani

Ecco durante la transumanza a pedali di vita ne ho aggiunta davvero tanta! Talmente tanta che veniva difficile scriverne, dicevo a Benedetta che provando non ero nemmeno arrivato alla partenza da Contigliano e avevo già superato le tre cartelle … e fin li ci ero arrivato in treno!
Sole splendente, voglia di partire, si raggiunge il gruppo solo la sera del venerdì perchè tocca lavorare; il treno da Terni a Contigliano è il vero inizio del viaggio: un piccolo treno diesel a due carrozze che ci trasporta in una nuova dimensione.

Dopo una notte baciata da una luna meravigliosa si parte, l’entusiasmo è tanto, chi ha già pedalato il giorno prima con un po di acido lattico, ma compensato dall’energia della pedalata, per noi al primo giorno un entusiasmo pazzesco, e voglia di pedalare.
Saremo una cinquantina, un poco in tutte le mise, dal supertecnico fino al poeta pazzo e all’uomo del monte. Claudia è con la sua pieghevole, Maddalena con la Nerona alla sua prima uscita da Roma, Rotafixa per l’occasione sfoggia una Colnago dal telaio stellato con … i cambi! E certo con duemila metri di dislivello da fare sono necessari.
Si pedala bene, in scioltezza, grazie alla guida di Romano, esperto dei luoghi evitiamo quasi tutte le strade trafficate, tra piccoli paesini e greti di fiumi dall’acqua trasparente, diversi saliscendi, una sosta per un veloce bagno al lago per poi riprendere la marcia fino ad Antrodoco, da dove comincia il pezzo duro di salita, dodici chilometri duretti.
Per un gruppetto di noi la scelta è già fatta: c’è il meraviglioso trenino passadimensioni! Quindi facciamo un bel rifornimento di potassio (per spiegazioni riguardo il potassio vedi qui ) aspettando il treno, e qui Rota riapra la bici per laterza volta, ci tocca quindi improvvisare una miniciclofficina in al bar!.

Poi ci ricongiungiamo al gruppo più in alto, insieme ad un altro gruppo arrivato da Roma.

Piccola digressione su questo: certo potevamo fare anche la salita, ma non ce la sentivamo, ci saremmo stancati troppo, e quindi non ci saremmo goduti poi il resto della serata e la piacevolezza dell stare insieme al ritmo della bici cletta e del treno onirico, quindi, andiamo bene così :-).

E da qui … giù a rotta di collo verso l’Aquila, vento in faccia, Diego dice che abbiamo toccato i 60 all’ora!
Dicertimento pazzesco.
Arriviamo all’Aquila, festa in stazione con l’arrivo dei camminanti insieme a noi. Poi entriamo in città … non la avevo mai vista: spettrale, pazzesca, mezza chiusa, con palazzi con ancora i mobili dentro in vista … uno spettacolo davvero indegno.

Poi ci si sitema in un asilo occupato, una doccia e poi si va in piazza, a installare le bici per il palco a pedali, e sì, un palco azionato da 128 pedalatori, che con la loro spinta caricano le batterie per il concerto. Abbiamo pedalato dall’inizio alla fine, in prima fila, una luna pazzesca, comunanza con le persone con cui avevi già speso la giornata, clima magico.
Poi la notte una dormita da bebè, e il giorno dopo una piccola truppa sempre con la formula treno piu bici rientra a Roma al calar del giorno.

Bella, emozionante, stancante, vitale, umana, che consolida relazioni, questa transumanza davvero è stata una aggiunta di vita super!

Condividi che Andiamo Bene