Honeymoon, gravidanza e bicicletta - part1

Honeymoon, gravidanza e bicicletta – part1

Il 20 luglio io e Leo abbiamo festeggiato il nostro matrimonio.
Il bimbo/a cresce bene nella pancia e grazie ad un regalo speciale siamo stati una settimana in PalestinaIsraele.

Mancavo da quelle terre da quattro anni, da quando sono andata via da Amman, avevo una nostalgia in corpo quasi insostenibile, volevo tornare e volevo tornare con Loro (bimbo e marito).

Per chi non sia mai stato in que luoghi, almeno una volta nella Vita è fondamentale andare. Occhi e cuore aperti ed osservare. Ogni cosa è lì. Senza necessità di grandi interpretazioni. La maestosità e la pochezza dell’ essere umano, il microcosmo nel macrocosmo, il paradosso del tutto, la pace e la guerra.

[…]

E poi, essendo ormai biciclettatamente tarata, mi son stupefatta di quante bici e ciclisti in più circolassero. Inizialmente a Gerusalemme, dove siamo stati a bighellonare i primi giorni, ma poi in ogni luogo attraversato.
40° all’ombra, un caldo da incubo, sali scendi che pure a un romano farebbero scoppiare i polpacci, eppure i locals sfrecciavano a velocità impressionante a qualunque ora del giorno e della notte davanti al mio sguardo affascinato, incredulo e ammirato. GRANDI!!

Leo scalpitava, anche perchè  come regalo di nozze abbiamo appena ricevuto delle signore pieghevoli fiammanti che aspettavano solo di essere portate in giro, ma io con una bella pancia… tentatissima ma protettiva, non me la son sentita d’ inforcare il mezzo.  E abbiamo sfruttato le nostre gambe.

Gerusalemme e la Cisgiordania sono state nobilmente camminate.

FINCHE’, ormai arrivati a livelli di rosicamento elevati per mancanza di biciclette al seguito, arrivati a Jaffa e Tel Aviv non abbiamo resistito.
I km di pista ciclabile hanno invogliato e le bici a gratis dell’ albergo hanno fatto il resto.

40° all’ombra, lungo mare, protetti dalla ciclabile, a fianco di runner e tantissimi altri ciclisti, noi con pancia felici a pedalare.
Ogni tanto qualche timore che il bimbo si cucinasse… litri di acqua a reidratare ogni goccia sudata…
la realtà è che così ce la siamo goduta tutta.
Anche quando il papà to be, s’è fissato a voler mangiare a Jaffa dell’ Hummus alle DUEDIPOMERIGGIO in ristorantino micro sopra una salita da paura contromano, che manco fosse lui incinta e avesse delle voglie (-:

E qui si apre parentesi donna incinta con bici.
Mi raccontate come vi siete comportate/ti voi Mamme e Papà to be nel gestire il rapporto bici / gravidanza in viaggio e a Roma?

Noi per ora andiamo random. Ogni tanto Federica, la nostra mitica ginecologa (ciclista) s’arrabbia un pò perchè dice che esageriamo…. ma come si fa a relegare tutto in garage?

Fateci sapere! Buone vacanze, viaggi, relax, sogni!

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