Post- sfogo

Post- sfogo

Mi prendo sempre delle lunghe vacanze, perché ho bisogno, sempre piu bisogno di passare tempo nel verde e nel blu. Sono fortuna.

Come ogni anno torno dai miei splendidi viaggi , rallentata, in pace, ripulita, con il mio ego nettamente smussato e rimesso a posto, con un desiderio incontrollabile di abbracciare i miei amici e anche di ricominciare il lavoro. Unico turba: la fatica da riadattamento metropolitano.

Anche quest anno molto faticosa. Rientro in casa e una delle prime cose che vado a controllare è lo stato di Ros: sfasciata, per bene. Non un incidente. Un vero atto di cattiveria. La sola vista della mia amata bicicletta trasuda rabbia e nervosismo.

“Vabbeh, poco male penso” tanto la dovevo far rimettere a posto” e respiro. La settimana procede e mi sento alienata. Questa città mi affatica. Vado a letto alle 22. Mi sento stanca. Farò una tabella: ROMA SI e ROMA NO. E intanto Ros è dal dottore ad essere riparata. Finalmente me la riconsegnano. Sono molto felice. In tempo per andare alla pedalata artica.

Scelgo di cambiare il posteggio di Ros, evidentemente li dava un tantino fastidio. Trovo un posto comune, ma con ampio spazio all’interno dello stabile. Niente da fare: entro nella cantina la mattina dopo e Rossina non c’è più. Respiro. Dov’è? Dove sei Ros? Eccoti per fortuna. Era stata rilanciata con poca grazia fuori dalla porta.

Prendo la bici. Vado al lavoro. Ma sono nervosa. Oggi detesto questa città, detesto tornare a casa con i polmoni luridi e la faccia scura di smog. Non sopporto il clacson isterico al semaforo, la gente seduta da sola in macchina e tutti i mezzi a motore che non si fermano con rispetto davanti a strisce pedonali. Sono triste . Ho bisogno di dormirci su.

Voglio trovare la soluzione.

 

G

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