L' Eroica, un ciclismo d'altri tempi

L’ Eroica, un ciclismo d’altri tempi

di Matteo Colizzi

Con questo nuovo contributo vi volevo far conoscere L’Eroica…la cicloturista d’epoca su strade prevalentemente sterrate che invito tutti a fare almeno una volta nella vita: leggete per credere!

Sono ormai passati 3 anni che con i miei compagni di avventure ciclistiche (Grillo e Panebianco) smanettando un po’ su internet, alla ricerca di qualcosa di gagliardo e allo stesso tempo divertente da fare, ci imbattiamo in questo evento che ci ha subito acceso il cuore. Pedalare con bici d’epoca (ante 86 d’acciaio, con i fermapiedi, con il cambio sul telaio, con i rapporti spaccagambe), con abbigliamento d’epoca (maglia di lana per intenderci), su strade bianche su e giù nelle crete senesi nella prima domenica di ottobre.

Dopo quasi tre anni sono ancora qua pronto per la mia terza Eroica; questa volta mi attenderà, si spera, dopo i percorsi medi di 80 e 135km (c’è anche un corto di 35 km), il lungo con i suoi 205 km e le sue 12/14 ore perlopiù in sella. Una passione irresistibile! E’ questo ciò che l’ Eroica trasmette, un fascino che ti coinvolge sempre sia prima, sia durante, sia appena l’hai finita, e che ti convince a rifarla nonostante durante il percorso pensi sempre a chi me l’ha
fatto fare troppa dura, troppo lunga, troppi crampi, troppo sterrato, insomma troppo Eroica…
E questo fascino che, durante i mesi precedenti diventa un po’ anche un ansia da prestazione (riuscirò a finirla??), esplode appena superi il cartello di Gaiole in Chianti dove il piccolo paesino senese, invaso da ciclisti vintage, da stand e mercatini d’epoca, ti catapulta in un batter d’occhio in un clima Eroico che comincia con la condivisione, con i tuoi compagni di viaggio, di un problema tecnico, di una tattica di corsa, che si basa fondamentalmente a che ora è la sveglia (ossia dopo 3 ore), tutto condito da una bottiglia di chianti sdraiati davanti alle tende nel campo sportivo di Gaiole, nell’occasione un super accampamento e rimessaggio di bici.

La notte è sempre insonne, l’agitazione è tanta, la sveglia è per le 4 e subito via alla nastro partenza, registrazione di bici e concorrente e via con luci in testa modello minatore! I primi 20 chilometri li passi al buio, si vedono sono i piccoli lumicini delle bici, sembra la festa delle lucciole, in silenzio ancora tutti tesi soli i rumori dei cigolii delle bici, poi arrivano le fiaccole che ti accompagnano su in salita verso l’imponente Castello del Brolio; e poi si scende sempre su strade bianche attendendo un alba, che puntuale arriva e ti svela la tua strada, le colline a perdita d’occhio le vigne, cascine e casolari dove a volte ti sembra che il tempo si sia fermato…e naturalmente il volto dei tuoi compagni di viaggio.
La bicicletta è uno sport per tutti e a maggior ragione all’Eroica qui c’è gente di tutte le età ed infatti vedi ragazzi più giovani anche delle loro biciclette, gente che con “quella bicicletta”ci hanno fatto le corse vere,
magari ultraottantenni che ci hanno corso anche il giro d’Italia, gente capace di fare centinaia se non migliaia di chilometri trascinati da quel fascino irresistibile che è l’Eroica. Tedeschi, inglesi, francesi, anche giapponesi, più di 5000 ciclisti vintage, gente che
magari con quelle biciclette ci va tutti i giorni, gente travestita all’antica, handbike, superimprenditori e geni della finanza, bambini eroici che ti guardano dal seggiolino della bici del padre, gente sopra il quintale di peso che ti chiedi come riescono ad arrivare lassù in cima al Sante Marie ma tutti qui, con il solo ed unico obbiettivo…L’Eroica!
Nell’Eroica trovi la felicità che ti circonda e la gioia della fatica, da solo ma sempre insieme ai tuoi compagni di avventura, e con le tue gambe, la tua testa, e la tua voglia di andare avanti; tu e la strada bianca, molte volte fangosa, oggi patrimonio da difendere in queste terre dalla bellezza struggente. Niente artifici moderni, niente cambio “indicizzato”, niente aiuti e aiutini, niente classifiche niente tempi, tutti vincitori, e niente agonismo esasperato contro ogni logica di godere della bicicletta. Perché all’Eroica quando sei di fronte ad uno strappo al 25% e le gambe sono molli e la ghiaia che ti fa scivolare la ruota non ti consente di salire sui pedali, non è un disonore mettere il piede a terra e continuare camminando.

E poi ci sono i ristori… dove non ti fermi solo per mangiare una semplice barretta, ma ci trovi Chianti, Vin Santo, bruschette ,salame, prosciutto, ribollita e ova fresche di Casciano, ma soprattutto ai ristori trovi l’entusiasmo
di quella gente che come te sta andando avanti per la “loro Eroica”,felice di star passando dei momenti magici.Ma la stanchezza e la voglia di arrivare è tanta conti quanti Km mancano…e riparti, sorretto anche dai volti di persone che, numerose ai lati il percorso, con un semplice sorriso
e un timido applauso ti spinge a continuare.. .E vai avanti instancabile verso la “Tua” Eroica..

E poi arriva il pomeriggio i primi attimi di sconforto, le crisi, i dolori e le fitte che ormai diventano persistenti ma va avanti guardando negli occhi il tuo compagno di viaggio; nella persona
che hai di fianco ci trovi la carica necessaria per continuare e sorridere nonostante e ti mancano ancora 60 chilometri al traguardo e la Volpaia ancora da affrontare; giungi stremato all’arrivo dove scacci l’urlo liberatorio per averla finita accompagnato dagli applausi della gente che è venuta a vedere questa splendida manifestazione.
Forse qualche foto, vi serve per capire meglio la bellezza dell’Eroica e del ciclismo d’epoca…ma ciò non vi basterà mai dovete venire a vedere…vi aspetto.

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