Pedalare a Yangshuo con Cesare

Pedalare a Yangshuo con Cesare

Quest’estate ho avuto il privilegio di viaggiare a lungo per la Cina, traversandola praticamente da Nord a Sud con vari mezzi di spostamento. Un viaggio abbastanza impegnativo dal punto di vista logistico e molto impegnativo sotto alcuni aspetti emotivi. Durante il viaggio c’è stato anche lo spazio per riflettere sulla mobilità in Cina, effettuare incontri con giovani ciclisti del luogo e, ovviamente, effettuare delle belle pedalate. Questo primo post del filone “cinese” riguarda la bella esperienza di escursione nella cina rurale.

Yangshuo è una cittadina di soli 300.000 abitanti, circa come Bari o Catania, che dopo aver visitato le grandi metropoli tipo Beijing ( 20 Milioni) o Xi’an ( 8 Milioni ma credo molti di più) mi è sembrata un’oasi di pace. E’ collocata nella regione del Guangxi, relativamente vicina alla più grande Guilin. Per arrivare qui da ZhangJiajie dove mi trovavo (località incredibile che ha ispirato il regista di Avatar nell’ideazione di Pandora) ho usato intensamente vari mezzi di trasporto nell’ordine : TAXI–>Aereo da ZhangJiajie a Guangzhou –>Aereo da Guangzhou a Guilin–>Shuttle fino a Guilin città –> Moto taxi fino alla stazione dei bus lunga percorrenza –> Bus fino a Yangshuo –> Triciclo elettrico da Yangshuo all’agriturismo, 7 mezzi di trasporto… ma è proprio che mentre me ne stavo appollaiato sul cassone del triciclo elettrico cercando di tenermi e nel contempo di impedire al maledetto trolley di andarsene a spasso con le sue simpatiche ruotine che noto un ragazzo con una bella bici da corsa con copertoncini da ciclocross. Dopo qualche secondo noto che la tuta ha scritte in italiano, gli urlo un “Ciaoooo”. E’ così che ho conosciuto Cesare, 24 anni di Bergamo, che laurea in Chinese Business Administration in tasca, vive a Yangshuo da un paio di anni dividendosi tra lavoro e passioni tutte a due ruote. Il suo lavoro è di sviluppare l’offerta di cicloturismo in Cina per Bike Asia, tour operator specializzato in questo settore e, periodicamente, accompagnare turisti occidentali in escursioni di varia durata, nel tempo libero gareggia con una squadra cinese a livello amatoriale. Cesare mi accompagna per un tratto di strada, io sul cassone, lui pedala e chiacchera, è simpatia al primo colpo, mi faccio spiegare dove ritrovarlo e ci salutiamo, lui torna indietro io proseguo verso l’ agriturismo “Outside Inn” che si trova 4 km fuori Yangshuo nel pieno della vera Cina rurale. L’indomani inizio la mia giornata con la “colazione del fattore olandese”, il proprietario dell’Outside inn come il nome della colazione farebbe sospettare è infatti olandese e la colazione ottima e abbondante. Prendo una delle bici messe a disposizione dalla struttura, una mountain bike Giant mal ridotta e molto piccola, raggiungo il negozio dove Cesare mi aspettava. Già in questa occasione mi rendo conto di quanto sia ciclisticamente viziato, ogni singolo elemento fuori fase della bici rende il breve tragitto inutilmente faticoso. Per fortuna arrivato in negozio lascio il catorcio e prendo una fiammante MTB hard tail UCC con cui faremo la nostra escursione. Partiamo da soli, usciamo presto dalla città e cominciamo a girare in campagna. I paesaggi sono molto belli, la temperatura sale rapidamente. Approfittando del fatto che siamo solo due facciamo anche qualche pezzo più tecnico passando nel fango tra le risaie e il fiume. Ci fermiamo per la pausa pranzo in una locanda tipica del piccolo villaggio che stiamo attraversando mangiamo Guilin noodles in brodo senza problemi grazie all’ottimo cinese di Cesare e alla robustezza del mio intestino. Alla fine del giro abbiamo percorso quasi 60 km e il mio fondoschiena duole un po’, abituato ad un’ottima sella, si lamenta per quella di oggi. Sono stanco, felice, decido di fermarmi ancora e di effettuare un’altra escursione per il giorno dopo. Il secondo giorno decido di dedicare maggiore attenzione alle regolazioni di altezza e arretramento della sella, lego lo zaino al portapacchi ed effettivamente la giornata procederà molto meglio. In questo secondo giro ci sono anche Stefano e Gina con noi, italiani anche loro, anche oggi stupendi paesaggi, bei villaggi e qualche salita in più. Procediamo con più calma per assecondare anche i ritmi degli altri partecipanti che sono meno abituati a pedalare. Pranzo al “Secret Garden”, delizioso ristorante nascosto dentro un piccolo villaggio, introvabile senza l’aiuto della nostra guida.
Oggi il fondoschiena si lamenta mena e la giornata procede veloce.

Due belle giornate a pedali nella Cina rurale in compagnia di una giuda competente e disponibile sono state una bellissima esperienza ed un modo diverso di vedere la Cina, mi rimane la voglia di fare un viaggio vero in bici in Cina o magari in Birmania o Tibet.

Lorenzo

P.s. se volete conscere l’ itinerario in Cina potete visionare il diario del mio compagno di viaggio Ned Flanders ( o come Benny lo ha ribattezzato Nerd Flanders).

 

 

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