A come Australia… A come Apelle

A come Australia… A come Apelle

di Alessandro Mancini

La mia nuova bici australiana si chiama Apelle. E’ nuova per modo di dire. L’ho trovata su Ebay e dopo qualche mail e poche ore ero gia’ a casa di Tamara a Belgrave che e’ una cittadina molto alternativa in mezzo ad una foresta di eucalipti. Tamara e’ in perfetto stile con la zona in cui vive. E’ molto gentile e per cinquanta dollari australiani mi ha dato la vecchia due ruote di suo marito. Si chiama Apelle perche’ la marca della bici e’ Apollo. Apelle, forse non tutti lo sanno, non e’ il figlio di Apollo, ma e’ un pittore greco antico che amava dipingere Alessandro il Grande. Io in sella sono Alessandro e basta, di grande ho davvero poco. Quindi il cerchio si chiude. Sulla via di casa mi compro il casco, obbligatorio da queste parti. Lo pago sessanta dollari. Quando chiedo un piccolo sconto al rivenditore di bici affermando che costa piu’ il casco della mia bici, lui ignora la mia richiesta dicendo che analogamente la mia testa vale piu’ del resto del mio corpo. Incasso l’acuta risposta e pago. Apelle e’ una mountain bike, necessaria per fronteggiare le salite della zona. Vivo su una delle rarissime colline della penisola. Una delle piu’ temute per i biker della zona che sabato e domenica popolano a migliaia queste strade. Le strade intorno a casa mia hanno pendenze medie del 20-25%. Questa mattina, anche se il tempo era come al solito brutto e da buon meteoropatico mi giravano abbastanza, ho deciso di prendere la bicicletta ed andare al mio club di table tennis. Ebbene si, insieme a tutti i personaggi piu’ sfigati della zona, un paio di volte a settimana vado a giocare a Ping Pong. Ma questa e’ un’altra storia che fa parte delle scelte diverse di una vita diversa. Cielo grigio, vento a raffiche, racchetta nello zaino, bottiglia d’acqua, baci alle donne di casa. Si parte. Anzi no! Prima di partire si attiva “Strava”. Ho scelto Strava tra le centinaia di bike application disponibili su Iphone. Sara’ l’effetto Strava e l’idea che mentre pedalo qualcosa sta registrando la mia prestazione, ma le gambe oggi spingono bene ed in salita uso rapporti piu’ duri del solito. Percorro i dieci kilometri esatti che mi separano dalla meta in poco piu’ di trenta minuti. Stanco, ma soddisfatto. Un’oretta di dritti e rovesci con qualche nerd di turno e via si torna in sella. La vera prova e’ adesso. Gambe stanche per la recente pedalata, ma soprattutto salgono le pulsazioni per la sfida che ho sempre perso. Riuscire a raggiungere casa mia in sella. Nelle precedenti quattro occasioni in cui ho usato Apelle sono uscito sconfitto nella sfida con Ponyara Road, dove vivo. La pendenza e’ eccessiva per le mie deboli gambe. Decido di mantenere un andatura piu’ bassa per arrivare alla sfida finale con la giusta dose di energia residua. Attacco molto bene la prima rampa tenendo a tre la marcia posteriore del cambio Shimano. Inizio ad arrancare e subito scalo a due e rapidamente ad uno. Dieci pedalate per fare due metri e nonostante questo, drammaticamente ed inesorabilmente mi pianto. Mi guardo intorno e come al solito non c’e’ un’anima. Posso serenamente scendere dalla sella e spingere. Arrivare a casa spingendo la bici a mano e’ umiliante come un panciata quando ti tuffi da uno scoglio. Quelle cose che non vorresti mai che tua figlia vedesse. Ringraziando il cielo, adesso un po’ piu’ azzurro, sono uscite e non potranno testimoniare questo ennesimo fallimento. Metto su l’acqua per fare una pasta che possa reintegrare le mie energie al lumicino e decido di vedere sul sito www.strava.com l’analisi della mia prestazione. Ci sono analisi super approfondite e mi appassiono subito. L’analisi grafica del mio ritorno a casa presenta anche un paio di segmenti che sembrano essere molto popolari. Uno in particolare si chiama Esplanade Climb. Centoventinove metri di dislivello e quasi il trenta per cento di pendenza media. Per fare quattrocento metri o impiegato oltre due minuti. La cosa strasuperfighissimamitologica e’ che Strava genera automaticamente una classifica dei migliori biker su questo segmento. La cosa assolutamente stradeprimente e’ che sono al 2800 posto su 2806 biker che hanno fatto quella salita. Altro colpo al mio orgoglio. La tecnologia mi aveva distratto. Tranquillo Apelle, andiamo bene. Ti prometto che ti faro’ volare sui quei tornanti.

Alessandro Mancini

 

 

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