Ci siamo!

Ci siamo!

Ho sognato di pedalare: con il minimo impegno muscolare andavo rapidissima. Ricordo il vento, ricordo che superavo tutti, ricordo che riuscivo a mettere a fuoco intorno a me. Ricordo leggerezza. Ricordo la mia risata.

Giorno: pedalo a fatica, procedo a fatica, mi sento stretta. Creatività sopita. Il sorriso più introverso. Gli altri procedono. Il mio passo è lento. Ebbene si. Non è sempre tutto bello, non è sempre tutto entusiasmante. Pure per me.

E’ domenica: Prendo Rossina oggi, due strati di ruggine. Verso il tree bar, incontro Fra, direzione casa del jazz, con stop al Baja lungo il nostro fiume. (super consigliato). Ci facciamo tutto il Tevere cittadino. Un‘altra prospettiva. Il mondo sotto il traffico. Un pedalare fluido. E quando abbiamo davanti la salita dell’Aventino finale prendiamo fiato e …arrivano Carlotta e Andrea, con un timing perfetto. Ci agganciano, uno a destra e uno a sinistra e via con lo skilift. Un tocco di magia. Una sciocchezza, per me un tocco di magia. Il mio entusiasmo va a singhiozzi.

E’ Lunedi: mi alzo alle 8.00 dopo essere andata a letto oltre le 2.30, rotolo giù dal letto, dalle scale, mi ritrovo su Rossina in abbigliamento quasi da notte, sfido il biondo fleming e il figume dei Milvios con un abbigliamento comodo (per usare un eufemismo). L’affaccio su Roma è ovattato dalla nebbia. Godo, cazzo, a me sto tempo mi piace troppo. E’ introspettivo, io mi ci cullo, anche Roma è meno sguaiata avvolta da questo grigio. Sembra la mia lady Grey.

Insomma, becco Detta e Lollo. Colazione di pan cake e scrumbled eggs. Fair enough. (hahah)

C ‘è fermento nel trio, ci sono progetti. Ci ribolle il cambiamento nelle vene.

Giulia

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