Wedding 2014

Wedding 2014

Matrimonio

e quartiere di Berlino.

Torno (cioè ormai sono tornata da quasi un mese….) da un soggiorno medio-corto nella città crucca. Non la visitavo da due anni ed ho deliberato: mai più altri due anni senza.

Scelgo il fine settimana per la partenza. Anzi a dire la verità, qui c’è stato poco da scegliere incrociando le possibilità mie, di Marocco e Basti alla fine l’unico fine settimana possibile è proprio quello del 7 novembre. E sia. Biglietto preso, check-in fatto, bagaglio a mano: tanto a Berlino è più cool essere trasandati. Mi servono dunque poche cose. Scarpe da corsa sempre. Poca apparenza. Più sostanza.

Arrivo nel loft, pettine, di Wedding :Jak, Marocco, Vittoria e il nuovo gatto Gustavo (4 giorni per conquistare la sua vicinanza) mi accolgono. Una doccia reset e via. Salgo sulla mia biga berlinese che Marocco ha fatto aggiustare per il mio arrivo, la riposerò poi solo il martedì sera Pedalerò per 5 giorni, sempre accanto a Marocco.

Quindi: pedaliamo, ci confidiamo, osserviamo, lui mi racconta storie sue e di una vecchia Berlino, mi fa fare percorsi nascosti e mostra chicche indimenticabili. Ascolto. Mi faccio guidare. L’aria è fredda e mi piace.

E poi…fortunata me: mi trovo a Berlino proprio nell’anniversario dei 25 anni della caduta del muro. Dal venerdì alla domenica i programmi sono scanditi dalla voglia di costeggiare la Lichtgrenze, una fila di palloni illuminati, erti a lampioni che percorrono tutta la via dove c’era (e in alcuni tratti c’è ancora) il muro che separava la Germania dell’est da quella dell’ovest.

Installazione non poco criticata perché “si poteva fare di più”. Io l’ho trovata delicata e toccante. Un muro trasformato in palloni luminosi che domenica sera sarebbero stati liberati in cielo come simbolo della caduta di questa barriera. Per me è poesia.

Sabato sera costeggiando la Lichtgrenze andiamo a senitre un po’ di musica Berlinese rinvigorente. Serata danzereccia e goliardica. Marocco ed io. Ritorno in notturna alle 4, con un gelo niente male, in biga, allungando la strada per costeggiare la Lichtgrenze. Ad un bivio Marocco si ferma, mi guarda, io ho mani e piedi privi di sensibilità dal freddo , e mi chiede: “Tagliamo o continuiamo? “ Io: “Ovvio, continuiamo. “ Ed è qui che arriva una nuova ondata di magia: ore 4.15, Brandenburger Tor. Noi e altre 5 persone ci troviamo alle prove di luci e musica per l’evento del giorno dopo, in cui tutta Berlino e di più si sarebbe ritrovata per guardare dal vivo la liberazione in aria dei palloni di luce che formavano il muro.

Bene noi siamo li: con la porta illuminata da giochi di luce di tutti colori , parte l’inno alla gioia di Beethoven. Noi ammutoliti dalla bellezza e perfezione di quel momento.

Se mi avessero chiesto: “Dove vorresti essere in questo momento?” Io avrei risposto “Qui”. Allora vedi che lo so dire. Molte volte me lo chiedo, molte volte mi tocca aggiustare la mira, molte e troppe volte la non leggerezza e non spensieratezza mi fanno desiderare di essere altrove. In quei momenti, mi devo ricordare di saltare in sella a Rossina.

Ciao Andiamo Bene,

 

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