Cucù!

Cucù!

Domenica 15 : io sono a Milano. Rossina è a Roma splendidamente restaurata da me…con mio grande orgoglio.

Ho un destriero milanese. In realtà il proprietario è mio padre. Una bici da uomo, blu ,Legnano, che arriva direttamente dalla fine degli anni 80 quando lui, da capofamiglia con baffo e occhio azzurro, apriva la strada a mia sorella e me , gnappette energiche che sgambettavano per riuscire a stargli dietro. Nessuna foto. Immagine impressa inside.

Non ho buona testa, no, ma ho buone gambe. Il cuore non so, a dirla tutta non so nemmeno se ci sia ancora.

Gomme gonfie, sella alla mia altezza, pling pling (è il campanello ), musica play. Parto.

Grigio. Milano. Vuoto. Vento freddo.

Pedalo in piedi, sollevata, ad alta velocità, non tocco la sella, più veloce, dai cazzo vai più veloce, il vento mi fa lacrimare gli occhi, si …il vento. Mi fermo. All’altezza di corso Sempione devo riprendere fiato, il mio cuore batte forte. Forte, allora ho un cuore!

Cuore ci sei, forza in sella, andiamo, le mie cellule hanno bisogno di ossigeno, pedalo , una gamba alla volta, un respiro alla volta, la musica ad alto volume. Freno davanti a Bea in via Paolo Sarpi. Mi abbandono al suo abbraccio.

Calore certo.

Bella la mia Milano, ma voglio tornare a Roma. E anche in fretta.

G

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