Roma- Milano- Parigi

Roma- Milano- Parigi

Roma. Rossina sta in giardino. Sotto la pioggia. Al freddo e all’umidità che non perdonano dell’Insugherata. Un’unica sgranchita di gambe con lei dopo l’estate. Il suo tempo è fatto. La amo, ma basta così. Ecco ho fatto outing. E’ in corso un cambiamento, ma verrà comunicato a cose fatte.

Si spengono le luci su Roma. Click.

Si riaccendono su Milano. Click.

Saltello in cantina mentre, stravolta dalla dolcezza di mio papà, lo osservo mentre si impone di alzarmi il sellino (come se avessi ancora 7 anni). “Papà posso farlo da sola”. Fa finta di non sentirmi ed io allora mi faccio coccolare dalla sua voglia di sentirsi il mio papà. Mi consegna orgoglioso la sua bicicletta, pulita e tagliandata. Perfetta. E’ sempre la stessa la bella Legnano anni 80. Elegante. Milanesisssssssima. Qualche contrattazione sulla sua imposizione del casco, la chiudiamo promettendogli che l’avrei comprato a Roma. “Ma ora papà lasciami andare che ho un unico bisogno: saltare in sella”. Ce la faccio. Sono partita. Tragitto da fare via Cimabue – viale Abruzzi , 9 km. Tutta la città da ovest ad est. Durante l’ora blu milanese. La mia preferita. Pedalo, pedalo. Sollevata sulla sella. L’aria frizzante di Milano. Cos’è questa sensazione? Uh le molecole di felicità. Sentile come tornano in circolo. Senti come scorrono. E pedalo. Sempre sollevata. La musica. La luna arancione che sorge sopra la skyline milanese. Ho buone gambe. Ho buona testa. Ho buon cuore.

Mi fermo. Milano mia. E’ felicità. E’ pace. E’ leggerezza.

Si spengono le luci su Milano. Click.

Si riaccendono su Parigi. Click.

Ce l’abbiamo fatta, qualche intoppo qua e là, ma poi ce l’ abbiamo fatta a partire e il venerdì pomeriggio tutti e tre abbiamo il sedere a appoggiato su una velibe parigina: io e i miei due maschi romani. Da Canal Saint Martin a Montmartre.

Call it happiness.

Ciao a voi

G

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