E se ti parte la gambetta

E se ti parte la gambetta

Siamo tornati da circa 48 ore dal nostro viaggio Amsterdam- Bruxelles in bicicletta. Noi, proprio noi tre. Noi, proprio AndiamoBene, senza Deme, che però ha brindato con noi alla nostra partenza in aeroporto. Fedele supervisore.

Ho la bicicletta appiccicata addosso. I capelli ancora stra spettinati dal vento e dalla pioggia. La pelle asciugata dal freddo. Le gambe un po’ di legno (ma super toniche…e questo dobbiamo dirlo) dopo i 212 km percorsi su territorio olandese e belga e un ritmo lento che mi auguro con tutto il cuore che mi abbandoni il più tardi possibile. Farò del mio meglio. Lo giuro.

Pioggia. Giri l’angolo delle campagne olandesi ed è grandine. Fai una curva ed è cielo azzurro e sole. Vedi le pale eoliche troppo vicine ed è un vento pazzesco. Cazzo che vento. Un cazzo di vento assurdo. Me lo avevano detto. Del resto…è il paese dei mulini a vento. Che banalità, eppure non ci fai caso fino a quando non ci sei immerso.

Comunque… giorno 3 di pedalata : 25 km almeno contro vento. Cazzo. Mi sale il mostro. Vento ti odio. Vento io ti oooooodiooooo. Io scendo dalla bici. No, dai non lo fare. Ok, pedalo, non scendo. Fffff. Respira. Cazzo che fatica. La bici è ancorata. Vedo Lollo e Detta che cercano di assumere posizioni più aerodinamiche possibile. Una fatica, ma mi viene da ridere, poi da urlare.
Respiro. Non ce la faccio piùùùùùùùù. Santi alberi che ti riparano per un po’. E poi ancora vento. Stai nel respiro Giulia, ritmo, respiro, attenzione, ritmo, respiro, attenzione. Si dai, ora procedo. Va meglio.

Curva: “ Ragazzi i tulipaniiiiiiiiiii”

Regalo pazzesco. “Esistono per davvero “ dice Detta. Io la adoro.

Quattro giorni di pedalate e condivisioni di tutti i tipi. Grazie Lollo. Grazie Detti. Questo post dovrebbe durare pagine e pagine per raccontare tutto . Ogni tappa una conquista. Aria dritta sulle pelle. Senti il corpo. Incontrare gente che ti accoglie e si prende cura di te, un po’ incuriosita e un po’ perchè questo paese ha un tempo folle. E poi sfiniti buttarsi sul letto con la risata facile. Arrancare fino al tavolo della cena alle 19.30, mangiare con gusto tutto quello che non si muove e brindare a tutta questa splendida esperienza.

“E se ti parte la gambetta….”, disse Deme prima della nostra partenza in aeroporto! E la gambetta ci è partita sì e noi dalla bicicletta non volevamo più scendere. Ed è successo che l’ultimo giorno abbiamo fatto 59 km tutti di fila, con un breve stop su un prato olandese per mangiare un arancio e un succo di mela.

Ho amato questa modalità di viaggio. Non credo che sarà l’ultimo. Ho già nel cassetto due proposte.

Andate in bici perché fa bene.

G.

Condividi che Andiamo Bene