Improvvisando da Amsterdam a Bruxelles in bicicletta

Viaggiare in bicicletta richiede una preliminare pianificazione delle tappe durante lo studio a tavolino per modulare distanze, dislivelli, possibilità di alloggio e una buona capacità di improvvisazione ed adattamento quando si è in giro perchè le cose nella realtà sono spesso molto diverse da quello che appaiano attraverso lo schermo di un computer.

Per questo viaggio avevo studiato parecchio l’itinerario, volevo che fosse un’esperienza piacevole per me e per le mie compagne di viaggio che con entusiasmo e fiducia si erano lanciate in quest’avventura.

Come potete notare nelle immagini della galleria le cose sono andate diversamente da quanto pianificato, in colori diversi vengono tracciati itinierario previsto ed effettivo. La rete ciclabile olandese ti porta a pedalarla tutta nelle sue molteplici alternative e possibilità per raggiungere una stessa destinazione e noi l’abbiamo fatto complice anche la volubilità delle mia compagnie di viaggio nel decidere le priorità: “guarda ci sono dei fiori bellissimi lì”, “ohhh i mulini a vento”, “andiamo a cercare i bulbi dei tulipani”, “fuggiamo da qui si vede una centrale nucleare nelle vicinanze”.
Abbiamo allungato, deviato, accorciato, siamo stati riportati sulla “giusta” (??!!) via da una coppia di ciclisti locali che in un inglese tanto improbabile quanto perentorio ci hanno impedito di percorrere la strada più breve solo perchè interessata da una brevissima interruzione causata da lavori in corso..
Esplorare con la Mec e Detta è stata la bella dimostrazione di come approcci e ritmi  diversi al viaggio possano trovare una bella sintesi nella vita e anche in questo blog dove la Mec aveva già raccontato con molto più tempismo di me questo stesso viaggio.

Andiamo Bene!

 

Lor

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