Ciclolicantropie come esercizio di presenza

Ciclolicantropie come esercizio di presenza

Oramai è passato oltre un’anno da quando Marco, inventore del GSA ( Grande Sentiero Anulare) e del GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), si è lanciato nella conduzione di una “ciclolicantropia”. La proposta raccolta con entusiasmo da una 40ina di ciclisti di varie categorie ( sportivi, urbani, turisti, occasionali) si è concretizzata in un evento articolato in tre fasi: picnic al tramonto sulla terrazza di piazzale Caffarelli (luogo splendido di cui ignoravo l’esistenza!), pedalata notturna seguendo il percorso del Grab classic, itinerario randagio all’alba per i vicoli del centro.

In una notte un po’ afosa, accompagnati da una meravigliosa luna piena, partiamo per quello che più che un’escursione urbana in bici definirei un esperimento sociale.

Alcuni pezzi del percorso si svolgono dentro parchi, ed è proprio in questi tratti che abbiamo provato l’ebrezza di pedalare al buio completo, senza luci, guidati solo dalla luna e dai nostri sensi. Disposti in fila, con le luci spente si accendono tutti gli altri sensi a farti percepire l’ostacolo, la variazione del terreno, un livello di tensione mai sperimentato prima. Ne sono uscito illeso, come tutti quelli che avevano deciso di tentare l’esperimento. Altri hanno preferito seguirci a distanza con le loro luci accese, non li giudico ma si sono persi un’opprtunità di conoscere meglio loro stessi.

Nell’ultima fase dell’esplorazione abbiamo girovagato in maniera quasi straniante nei vicoli del centro di Roma, passando più volte per gli stessi posti, vedendo posti noti da prospettive diverse, tutto fatto per farci perdere l’orientamento e apprezzare la bellezza della città al suo risveglio.

Proprio in questo momento a luce piena, la stanchezza, il calo della tensione mi stavano per regalare una transenna in faccia…Ho capito che la “presenza” è quella  che ti consente di affrontare varie cose della vita anche in contesti difficili senza problemi e la sua assenza ti regala inaspettatamente nel momento più facile una condizione di rischio.

E’ stata una sensazione nuova, mai provata prima e il desiderio di raccontarvela è rimasto intatto anche a distanza di tempo, molto tempo. Spero un giorno di trovare un manipolo di matti con cui ripetere in autonomia l’esperimento. Spero che a breve il Grab prenda la forma che i sogni di Marco e altri hanno ipotizzato.

 

 

Andiamo Bene!

 

Lor

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